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Gruppo di persone credenti e non,
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Seminario "Solidali e Omosessuali"
con don Franco Barbero

Bologna, Eremo di Ronzano 7-8 marzo 2009
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Documento di lavoro

Il gruppo NeB propone a tutti coloro che sono interessati al tema "Solidali ed Omosessuali" alcuni interrogativi per entrare da subito nel merito e, per chi vuole, anticipare prima del 7 e 8 marzo 2009 i propri contributi che serviranno ai gruppi di confronto.

  • Cosa significa essere solidali?
  • Come lo traduci nella vita pratica?
  • Esiste la solidarietà tra le persone omosessuali?
  • Sei stato partecipe di questo e, se sì, come?
  • Quali sono, per te, gli elementi imprescindibili perché ci sia un'autentica solidarietà?
  • Quali sono i tuoi bisogni? Senti che il contesto è sensibile alle tue esigenze?
  • Dando un po' di corda ai sogni, quali idee ti sembrano interessanti, quali progetti metteresti in cantiere per migliorare la comunicazione tra i gay o per costituire una rete di sostegno e di unità con altri omosessuali in difficoltà?

Vorremmo che tu, che stai leggendo queste poche righe, magari per caso o per merito di un tuo amico o del gruppo a cui appartieni, potessi sentirti libero di rispondere, di intervenire, di tirar fuori il tuo contributo. Noi del NeB abbiamo cominciato a riflettere su questi temi, ma non abbiamo verità da offrire, speriamo solo di trovare amici con cui confrontarci in vista di costituire reti operative a livello regionale e nazionale.

A noi sembra che la pratica della solidarietà dovrebbe favorire quel cammino di liberazione che già abbiamo constatato nella nostra esperienza di gruppo come omosessuali credenti, o semplicemente come partecipanti di un gruppo attivo nel campo dei diritti per gli omosessuali. Pensiamo alla solidarietà:
  • come attenzione all'altro, nel segno di un profondo rispetto, senza giudizi di esclusione;
  • come pratica dell'ascolto, sempre migliorabile e sempre meno condizionato dalle nostre
  • paure;
  • come parità, pur in presenza di innegabili elementi di asimmetria. Per esempio, il sano che si prende cura di un malato gode di superiorità fisica, ma i due costruiranno un rapporto autentico e non strumentale se, non restando alla sola dimensione fisica, saranno in grado di rapportarsi in modo completo, valorizzandosi reciprocamente come persone;
  • come ricerca di unità in un contesto di fede o comunque in una prospettiva che trascenda le condizioni contingenti di disparità e di disagio;
  • come rifiuto di ogni forma di moralismo, anche verso se stessi. Quindi, non per alimentare sensi di colpa e non spinti dal dover essere e dover fare, ma piuttosto seguendo dimensioni dell'essere aperti verso il superamento degli attuali confini del nostro io, credendo che l'incontro con l'altro più è autentico, più è fecondo; la costruzione di una specie di circolo virtuoso (o riflesso positivo), fondato sulla fiducia nell'altro come bene in sé, e come capace di far crescere il bene in me attraverso la crescita del suo star bene.


Se hai deciso di venire alla due giorni e di misurarti con questi temi, hai fatto una scelta personale importante. È chiaro però che un risultato complessivamente positivo dell'incontro del 7-8 marzo non dipendo solo dai singoli presi isolatamente, ma soprattutto dal clima sereno e costruttivo che si riuscirà a instaurare, dalla comunicazione scorrevole e coinvolgente, dalla disponibilità e capacità di mettere in comune le nostre idee e i nostri progetti.

Ma come ottenere questo? Che percorso seguire? Quali direttive servirebbero per facilitare la comunicazione e canalizzare le diverse energie, in modo da valorizzare l'apporto di ciascuno, mantenendo però un certo ordine e una certa coerenza con i temi che vogliamo discutere? Anzitutto, saremo impegnati a seguire il programma secondo lo schema proposto. Poi, confidiamo nell'aiuto di don Franco Barbero. Lo conosciamo tutti, non c'è quindi bisogno di presentazioni. Tutti gli siamo riconoscenti per la sua testimonianza limpida e coraggiosa di fede e di umanità. Accanto a lui ci si sente bene, ci si sente accolti, ci si sente presi sul serio. Perciò la sua presenza è un dono che ci potrà essere molto utile, sia individualmente che collettivamente, sia per la sua parola, sia per la sua partecipazione e condivisione con noi
Per gli approfondimenti e le riflessioni, abbiamo pensato che sarebbe bene suddividerci in gruppi non troppo numerosi. Banalmente, i temi potrebbero concentrarsi in una dimensione più speculativo-teorica e in un'altra prevalentemente pratico-operativa. Ma si potrebbe anche focalizzare meglio, individuando temi più precisi, come:
  • situazioni di disagio specificamente omosessuali;
  • fede e solidarietà;
  • vecchie e nuove idee per costruire reti di solidarietà;
  • possiamo costruire un coordinamento nazionale sulla solidarietà rivolto al mondo gay?


Per contattarci: narcisoeboccadoro@email.it